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Oratorio  San Francesco
Non solo mare
 
Carissimi genitori, trovate qui sotto dei links, cioè dei collegamenti dai quali stampare i moduli per iscrivere i vostri bambini al nostro Oratorio estivo “San Francesco … non solo mare”, edizione 2015, che si terrà a partire da lunedì 22 giugno fino a venerdì 31 luglio 2015. L’orario utile la mattina per accompagnare i bambini sarà come sempre dalle 7.45 in poi; per venirli a riprendere tra le 12.30 e le 13.00.
Ovviamente potete iscrivere i vostri bambini ad una o più settimane, anche ogni lunedì.
L’importante è che voi veniate il lunedì mattina con i primi due moduli già compilati in tutte le loro parti (eventualmente il terzo se lo iscrivete alla prima settimana), con la quota di iscrizione … e ovviamente con il bambino. Questo per evitare inutili perdite di tempo, per voi e per noi.
Come noterete, un modulo serve per comunicarci i dati, il secondo è una dichiarazione liberatoria, e il terzo è l’autorizzazione per la partecipazione alla giornata diocesana degli oratori che si svolgerà martedì 23 giugno proprio nel territorio della nostra Parrocchia, al parco Miralfiore.
Per i genitori non informatizzati vi è la possibilità di trovare i sopraddetti moduli anche in Sacrestia o in fondo alla Chiesa.
I cinque giovani che quest’anno coordineranno gli educatori del nostro Oratorio estivo sono
Maria Gaia PICCIONI ( cell 34 52 89 70 60 ) 
Martina BONATTI
Matteo LUZZI
Sara PELLOS
Alberto CORSINI

Vorrei che questa esperienza sia per tutti i vostri bambini occasione di educazione all’amicizia e allo stare bene insieme nel nome e nello stile di Gesù. Il nostro contatto e-mail è: oratoriononsolomare@gmail.com
Pace e Bene
Il parroco
Fra Damiano Angelucci


Questi sono i link di: Iscrizione, Consenso e Autorizzazione



            Cari parrocchiani, 
                                           
   Perché facciamo tanta fatica a credere che Cristo è risorto e non abbiamo problemi a credere che nel Natale dell’anno 800 Carlo Magno è stato incoronato imperatore del sacro Romano Impero o che il 12 ottobre del 1492 Cristoforo Colombo è sbarcato per la prima volta nel continente americano? Quali differenze esistono tra le testimonianze che raccontano e attestano la storicità di questi eventi? Che differenza di credibilità c’è tra i compagni di navigazione di Cristoforo Colombo e gli apostoli di Cristo e quei 500 che secondo la prima lettera San Paolo ai cristiani di Corinto videro Gesù vivo in carne e ossa dopo la sua morte in croce?
Semplicemente perché l’assenso all’uno o all’altro fatto ha delle conseguenze esistenziali decisive. Credere alla risurrezione di Gesù obbliga a dar credito e assenso a tutto ciò che egli ha detto e fatto. Riconoscere credibili le testimonianze degli apostoli riportate negli scritti evangelici e neo-testamentari obbliga ad un cambiamento di vita, ad un riorientamento delle nostre prospettive e dei fini della nostra esistenza a partire da quanto Gesù di Nazareth ha fatto e insegnato.
La risurrezione di Gesù “sfonda” i fondamenti e le certezze umane, perché pone un riferimento che va oltre gli orizzonti temporali misurabili dai nostri pensieri. Gesù ci parla di vita eterna, ci parla di una vita dopo la morte, di una vita ritrovata da parte di chi avrà il coraggio di perderla per causa sua e del suo regno.
La risurrezione di Gesù cambia il segno algebrico di tutte le sconfitte umane e pone seriamente in questione la saldezza delle nostre conquiste; la risurrezione di Cristo Gesù è quella storia di bene che si inserisce in ogni storia di umana sofferenza perché apre un varco di luce in fondo ai percorsi più bui del dolore e della solitudine.
La risurrezione di Gesù è un modo diverso di guardare la realtà che viviamo ogni giorno perché crediamo e sappiamo che l’umano non è un fatto accidentale e posto a caso nel mondo ma piuttosto un amore eterno che si fa condivisione tramite un’umanità assunta, vissuta, donata in sacrificio per tutti, che si fa semplicemente Grazia. Come San Francesco d’Assisi che dal tempo della sua conversione in poi è stato capace di assaporare diversamente le esperienze della vita, tanto che la vicinanza dei lebbrosi che prima gli sembrava amara gli era poi divenuta dolcezza per l’anima e per il corpo.
Chi accoglie la Grazia di Dio racchiusa nell’incarnazione, passione e morte di Cristo, condividerà con lui la vittoria della gloria finale, e passando per la porta stretta della croce, cioè dell’amore fino al sacrificio di sé, troverà il posto che nel Paradiso Gesù Salvatore è andato a prepararci. Santo tempo di Pasqua a tutti!

                                               P. Damiano e P. Marcello
 
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